Ucoarte. Revista de Teoría e Historia del Arte, 8, 2019, pp. 9-25. ISSN: 2255-1905
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GLI INTERVENTI DI RESTAURO E DI ABBELLIMENTO DELLA
CHIESA DI SANTA MARIA DEI GRECI DAL PERIODO
NORMANNO AL BORBONICO
ROSANNA MAGRÌ
Università di Palermo
Abstract
La storia dei restauri e delle opere di “abbellimento” eseguiti nella chiesa di Santa Maria dei
Greci in Agrigento attraversa un intervallo temporale che va dal periodo normanno ai nostri
giorni, in un continuo lavoro di ricerca voluto da studiosi, che hanno creduto fortemente nella
valorizzazione del monumento. La chiesa sorta sui resti del tempio dorico risalente alla
seconda metà del V secolo a. C.è edificata con molta probabilità durante il periodo bizantino
tra il 395 - Editto di Teodosio - e il 596, quindi prima della conquista musulmana. La struttura
architettonica bizantina della chiesa ha subito, nel corso dei secoli, importanti trasformazioni
che hanno determinato quella che oggi è la sua conformazione attuale. Lesame del periodo, che
abbraccia quasi sette secoli dal 1100 al 1750 - durante il quale sono state apportate all’edificio
importanti trasformazioni architettoniche e completamenti stilistici, costituisce l’oggetto della
presente argomentazione.
Parole chiave
Storia del restauro Santa Maria dei Greci - Sicilia Agrigento.
RESTAURACION Y EMBELLECIMIENTO DE LA IGLESIA DE SANTA
MARIA DEI GRECI DESDE EL PERIODO NORMANDO HASTA EL
BORBON.
Resumen
La historia de las obras de restauración y de las obras de "embellecimiento" llevadas a cabo en
la iglesia de santa Maria dei Greci en Agrigento atraviesa un intervalo temporal que va desde el
período normando hasta nuestros días, en una investigación continua realizada por estudiosos,
quienes creyeron firmemente en la mejora del monumento. La iglesia, construida sobre los
restos del templo dórico que data de la segunda mitad del siglo V a.C., (probablemente se
construyó durante el período bizantino, entre 395, Edicto de Teodosio) y 596, antes de la
conquista musulmana. La estructura arquitectónica bizantina de la iglesia ha sufrido, a lo largo
de los siglos, importantes transformaciones que han determinado lo que hoy es su
conformación actual. El examen del período que abarca casi siete siglos, desde 1100 hasta 1750,
durante el cual se han realizado importantes transformaciones arquitectónicas y terminaciones
estilísticas en el edificio, es el objeto de este argumento
.
Palabras clave
Historia de las obras de restauración – Santa Maria dei Greci - Sicilia Agrigento.
Rosanna Mag
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RESTORATION AND EMBELLISHMENT OF THE CHURCH OF SANTA
MARIA DEI GRECI FROM THE NORMAN PERIOD TO THE BOURBON.
Abstract
The history of the restoration works and of the "embellishment" works carried out in the
church of santa Maria dei Greci in Agrigento crosses a temporal interval that goes from the
Norman period to our days, in a continuous research carried out by scholars, who strongly
believed in the enhancement of the monument. The church - built on the remains of the doric
temple dating back to the second half of the 5th century BC.C. - it is probably built during the
Byzantine period between 395 - Edict of Theodosius - and 596, then before the Muslim
conquest. The Byzantine architectural structure of the church has undergone, over the
centuries, important transformations that have determined what today is its current
conformation. The examination of the period, which spans almost seven centuries - from 1100
to 1750 - during which some important architectural transformations and stylistic completions
have been made to the building, is the object of this argument.
Keywords
History of the restoration - Santa Maria dei Greci - Sicily Agrigento.
D
Premessa
La più antica immagine di Agrigento medievale è un disegno anonimo del 1584, conservato nella
Biblioteca Angelica di Roma; esso mostra il circuito delle mura entro le quali, tra le stradine anguste
e tortuose di derivazione araba, si sviluppa l’agglomerato urbano (Fig. 1). Nella parte più alta e antica
del nucleo urbano medievale, denominato Terra Vecchia, separato dalla città bassa da un vallone,
emergono i più importanti edifici noti come lo Steri dei Chiaromonte, la Cattedrale, intitolata a San
Gerlando, il Palazzo vescovile, il complesso di Santo Spirito, il castello regio e la chiesa di Santa Maria
dei Greci. I borghi duecenteschi di San Francesco, San Michele e San Pietro, che si trovavano fuori
le mura nella parte più bassa della città chiamata Terra Nuova, furono inglobati nella nuova cinta
muraria, restaurata nel XIV secolo. La fisionomia della città dell’epoca è da ricondurre
principalmente alla presenza della famiglia feudale dei Chiaramonte, originaria della Francia,
insediatasi in Agrigento dal 1342, e rimasta al potere sino alla caduta della signoria con la morte di
Andrea, ultimo discendente della stirpe, decapitato a Palermo nel 1392. Tra la fine del Duecento e
l’inizio del Trecento, le chiese e i conventi assumono un ruolo fondamentale nella vita cittadina,
grazie al potere esercitato dal vescovo, figura di primo piano nell’assetto politico ed economico della
città medievale. L’insediamento degli ordini monastici incrementa la proliferazione di nuovi edifici
conventuali e alimenta la necessità di ristrutturare le chiese esistenti, danneggiate durante gli scontri
avvenuti contro i musulmani
1
. Numerosi sono i templi greci dell’Impero d’Oriente che vengono
trasformati, di conseguenza, in chiese cristiane, secondo una consuetudine largamente promossa
dalle autorità pontificie dal VI secolo d.C.
2
. Con l’occupazione islamica dell’829, l’antica città greca
di Akragas – che per motivi difensivi si era ritirata sull’acropoli, identificata sulla collina di Girgenti
3
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1
Sardina, 2011: 17-19.
2
Zarbo, 2010: 99-106.
3
Schubring, 1887: 72-85.
Gli interventi di restauro e di abbellimento della Chiesa di Santa María dei Graci
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- si espande e fortifica assumendo il nome di Kerkent. Nell’area della nuova città - così come
nell’antica - non si individuano nuove costruzioni realizzate dagli arabi; pertanto, è possibile
ipotizzare che i luoghi di culto cristiano abbiano continuano a svolgere la propria funzione senza
aver subito modifiche sostanziali nell’assetto architettonico. Gli arabi, infatti, pur vietando la
costruzione di nuove chiese, avevano consentito ai popoli sottomessi di continuare a professare la
propria religione
4
. Il tempio della Concordia - trovandosi extra moenia rispetto al nuovo nucleo urbano
- è un chiaro esempio di trasformazione di un edificio pagano in basilica cimiteriale cristiana,
realizzata alla fine del VII secolo d.C. per opera del vescovo Gregorio, che la intitolò ai santi Pietro
e Paolo
5
.
Alla fine del XIII secolo anche il tempio dorico sottostante la chiesa di probabile origine
bizantina
6
- di Santa Maria dei Greci, situato sulla collina di Girgenti, subisce alcuni trasformazioni
per essere utilizzata durante la dominazione araba come chiesa cristiana di culto greco. La chiesa,
costruita sul tempio in rovina, venne adattata alla nuova funzione con i materiali superstiti del tempio
stesso, secondo una consuetudine dal forte significato simbolico
7
.
Negli anni successivi, la struttura architettonica originaria ha subito notevoli interventi di restauro
e lavori di completamento di carattere ornamentale, che hanno determinato la sua trasformazione
in quella che è la sua conformazione attuale
8
.
Primo intervento di restauro. Periodo normanno-svevo-chiaramontano. 1087-1392.
Nell’anno 1086 Ruggero il Normanno conquista la città di Kerkent, rinominata Girgenti,
sottraendola dopo 259 anni al dominio arabo. Il sovrano organizza uno stato compatto e potente, il
cui simbolo è rappresentato dal Castello dell’Itria, realizzato dentro le mura della città. La cittadella
normanna aveva una superficie complessiva di 22 ettari e presentava un assetto viario sinuoso, con
strade strette e cieche
9
. In questi anni, le fortificazioni esistenti sono potenziate ed estese verso sud-
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4
Bosco, 1973: 22-32.
5
De Miro, 1994: 47. Mercurelli, 1948: 26-43.
6
Vicari, 2005: 4.
7
Zarbo, op. cit.: 245.
8
Revenga, 2012, 91-93
9
Di Giovanni, 1997: 3-9.
Fig. 1 Disegno di anonimo, Girgenti 1564 (Biblioteca
Angelica, Roma) tratto da Liliane Dufour,
Atlante storico della Sicilia, Edizioni A. Lombardi,
Palermo 1992
Rosanna Mag
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est racchiudendo al loro interno la Terra Nuova; il quartiere arabo del Rabato (Rabhad) manteneva
così una posizione periferica, contrapposta alla parte di città situata sulla collina - denominata Hisn
- dove furono edificati i più importanti civili e religiosi
10
.
Con il decreto del 1093, Ruggero nomina Gerlando di Besancon, suo cugino, a vescovo della città;
egli, tra il 1093 e il 1099, fece edificare sulla collina di Girgenti il primo impianto della nuova
cattedrale e l’Episcopio, e incominciò la ricostruzione del castello demolito dai musulmani
11
. Il
vescovo Gerlando, come riportato nel Libellus de successione pontificum Agrigenti
12
edificò nell’arco di sei
anni episcopium et curiam prope castellum per timore degli attacchi dei Saraceni e il 4 aprile del 1099
consacrò la Cattedrale, dedicandola a Santa Maria e all’apostolo Giacomo
13
. Durante i lavori di
costruzione, la preesistente chiesa di Santa Maria dei Greci viene utilizzata come cattedrale, e
pertanto fu considerata come “prima cattedrale di Agrigento”, già in uso quindi da cinque secoli e
sopravvissuta alla dominazione araba
14
. Nel primo periodo della dominazione normanna in Sicilia la
maggior parte delle chiese edificate sugli avanzi dei templi greci, ad eccezione della cattedrale di
Siracusa, subisce per lo più interventi di rifacimento di portali e soffitti, unitamente ad interventi di
manutenzione che certamente hanno garantito nel tempo la conservazione delle fabbriche originarie.
Anche Santa Maria dei Greci, probabilmente per opera del vescovo Gerlando, o dei successori,
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Il quartiere del Rabato (dall’arabo rabadh, sobborgo) si trova nell’estremità occidentale della Collina di Girgenti,.
Alcuni quartieri sorti extra moenia nel periodo normanno e federiciano, chiamati Rabati, vennero poi inclusi all’interno
delle fortificazioni nel XIII secolo, mentre il Rabato o Rabatello rimase all’esterno e fu densamente popolato sino alla
frana di Agrigento del 1966. Al suo interno, oltre alle grotte trogloditiche case scavate nella roccia in epoca protostorica
nella zona denominata “Balatizzo”- si trovano importanti edifici come il complesso di Santa Croce, la chiesa di Santa
Caterina e le Fabbriche del Carmine, del periodo chiaramontano. Miccichè, 2006: 30-33.
11
Di Franco, 2016: 19-20.
12
Si tratta di un codice pergamenaceo compilato tra il 1250 e il 1260 per volere del vescovo Raynaldo Acquaviva,
contenente una lista dei possedimenti della chiesa di Agrigento. Picone, 1866: 454.
13
Sardina, op. cit.: 31.
14
De Gregorio, 1996: 43.
Fig. 2 Particolare del portale dingresso della chiesa di
Santa Maria dei Greci. Nella foto a
destra è evidenziato con un tratteggio
in rosso l’arco preesistente (foto di R.
Magrì)
Fig. 3 Particolare del portale d’ingresso del
Monastero di Santo Spirito (foto di
R. Mag)
Gli interventi di restauro e di abbellimento della Chiesa di Santa María dei Graci
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subisce alcune modifiche che presentano i caratteri stilistici propri dell’architettura del periodo
normanno-svevo. Con l’arrivo in città del re Federico II di Svezia nel 1232 si assiste ad un progressivo
cambiamento della fisionomia della società agrigentina e di conseguenza della sua struttura urbana.
Intorno al 1340 le famiglie nobiliari più influenti, come quella dei Chiaramonte, assumono un ruolo
di primo piano nella gestione dell’amministrazione cittadina. Per accentuare il proprio prestigio la
città è abbellita con ricchi palazzi e imponenti chiese e monasteri, realizzati dentro e fuori le mura,
secondo lo stile definito chiaramontano, contrassegnato da forme, elementi decorativi e geometrie
appariscenti, desunti dall’architettura gotica-catalana, con una connotazione del tutto “isolana”. In
tal senso, attraverso lo studio dei portali di ingresso degli edifici della Sicilia occidentale è stato
possibile definire i caratteri specifici dello stile e valutare le affinità e/o le differenze tra i diversi
esempi
15
. Il portale si configura infatti come un elemento architettonico di grande rilevanza nei
complessi medievali ed è caratterizzato dalla ripetizione di archi a sesto acuto sottolineati da eleganti
cornici in pietra squadrata e da esili colonnine che scendono dall’imposta degli archi verso il
pavimento. In particolare, nel caso dello stile chiaramontano, queste caratteristiche sono riscontrabili
negli ornamenti che accomunano gli edifici, molti dei quali furono commissionati dalla Marchisia
Prefolio
16
, che fece realizzare in città le maggiori architetture religiose, come il monastero di Santo
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15
Inzerillo, 2004: 35-36.
16
La marchesa Rosalia Prefoglio, insieme al marito Federico I, furono esponenti della famiglia Chiaramonte di
grande importanza nella storia della città di Girgenti. Dal loro matrimonio nacquero i tre figli Manfredi, Giovanni I e
Federico II, che resero grandiosa la famiglia, diventando i principali promotori della rinascita culturale che coinvolse
molte città della Sicilia del XIV secolo. Le spoglie della marchesa si conservano nella cattedrale di Agrigento, dove i figli
fecero costruire un imponente sepolcro. Di Giovanni, op. cit.: 176-177.
Fig. 4 Particolare del soffitto ligneo della
chiesa di Santa Maria dei Greci a
sinistra e della cattedrale a destra
(foto di R. Magrì).
Rosanna Mag
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Spirito
17
e la chiesa e il convento di San Francesco d’Assisi
18
. Il portale di accesso alla chiesa di Santa
Maria dei Greci mostra evidenti analogie con i portali della chiesa madre di Naro e di Caltabellotta,
e del castello di Favara, risalenti al periodo chiaramontano. Realizzato in mattoni squadrati, con una
successione di archi di elegante fattura, spicca dalla muratura color ocra e si contraddistingue come
l’elemento più significativo del prospetto della chiesa. La compagine muraria mostra la presenza di
un preesistente arco a sesto acuto, con una curvatura di altezza maggiore, probabilmente risalente al
periodo bizantino, segnale di una prima trasformazione architettonica dell’edificio (Fig. 2).
L’interno della chiesa è stato più volte rimaneggiato. Il portale non risale al primo momento della
trasformazione, ma fu preceduto almeno da un altro più archiarcuato, il cui svolgimento è suggerito da
una linea che si coglie nei conci di riempimento precedente e nuovo”
19
.
Alcune affinità sono riscontrabili, inoltre, seppur in modo semplificato, tra il portale di Santa
Maria dei Greci e quello del refettorio della badia di Santo Spirito, in quanto entrambi presentano
cornici multiple intagliate a forte rilievo, fasce piane in pietra squadrata, proporzione delle forme e
una profonda strombatura su piani degradanti. La differenza tra i due portali sta nella presenza in
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La Chiesa di Santo Spirito, nota come Badia Grande (Bataranni), insieme al monastero costituisce uno dei
monumenti più importanti di Agrigento. Le notizie storiche sulla sua fondazione sono molto lacunose: certa è la sua
presenza alla fine del 1300, quando la marchesa Prefoglio, dopo avere fondato il monastero delle Vergini di Santo Spirito,
la dona alla confraternita dei cistercensi. Sorto con probabilità sui resti dell’antico palazzo della famiglia Chiaramonte
poi costruito nuovamente sui luoghi dell’attuale Seminario Vescovile non mostra più i suoi caratteri originari, a seguito
dei numerosi interventi di restauro realizzati nel corso degli ultimi tre secoli. La chiesa e il monastero costituiscono un
unico comparto edilizio prospiciente la piazzetta delimitata da altre costruzioni. La facciata principale dell’edificio mostra
elementi riconducibili al periodo chiaramontano, come il portale e il rosone, mentre altri elementi, come la cella
campanaria, sono di epoca barocca. Di Giovanni, op. cit.: 236-238.
18
La chiesa di San Francesco fu costruita da Federico II, terzogenito della marchesa Prefoglio e completata nel 1307.
Addossati alla basilica, intitolata all’Immacolata, si trovano i resti del convento chiaramontano di San Francesco d’Assisi,
caratterizzato da un prezioso portale a sesto acuto affiancato da due bifore. La compresenza di elementi decorativi locali
con altri di matrice gotica appare in questo edificio ben proporzionata, definendo un insieme pregevole e di rara eleganza.
Inzerillo, op. cit.: 48.
19
Peri, 1962: 80.
Cinta muraria
Cattedrale di san Gerlando
Santa Maria dei Greci
Palazzo Pujades
Quartiere ebraico
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Fig. 5 Planimetria del centro storico con l’individuazione
del quartiere ebraico (elaborazione grafica a
cura di R. Magrì).