Tina Modotti. Una biografia estrema tra vita e arte

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Valentina Zucchi
https://orcid.org/0000-0002-8989-2409

Abstract

L’articolo analizza l’opera fotografica di Tina Modotti, fotografa italiana dei primi anni del Novecento e militante politica appassionata. Modotti si avvicina alla fotografia in seguito all’incontro con Edward Weston, affermato fotografo statunitense che, oltre ad essere il suo maestro ne diventerà anche il compagno sentimentale. Il loro viaggio a Città del Messico del 1922 inaugura quello che sarà il decennio per lei più importante (1922-1932) sia dal punto di vista personale che artistico. Tina Modotti, partendo dalle premesse della tecnica fotografica del suo maestro, ben presto se ne allontanerà per trovare una sua propria estetica fondata su una poetica che si costruisce attorno a una concezione dell’arte che non trascura la necessità di un’identificazione tra l’artista e la sua opera. Si tratta della presenza di uno sguardo nuovo, ravvicinato, che riempie le sue fotografie di bellezza e di pathos. Modotti è completamente nella sua opera: le sue fotografie, sia quelle sociali di donne indigene, operai e contadini messicani, che le immagini di fiori, piante o cieli esprimono una narrativa autobiografica che, impregnata di eros, ci restituisce lo spirito dell’artista, sensibile all’incommensurabile bellezza del cosmo e al suo mistero: all’elemento divino.

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Ucopress. Cordoba University Press

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Come citare
Zucchi, V. (2026). Tina Modotti. Una biografia estrema tra vita e arte. SERIARTE. Revista científica De Series Televisivas Y Arte Audiovisual, 9, 165–177. https://doi.org/10.21071/seriarte.v9i.18347
Sezione
Miscelánea

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